Leone Wollemborg

(Padova 1859 - 1932)
 
 

Studioso del pensiero di Raiffeisen e conoscitore diretto del mondo contadino veneto (il padre prestava denaro ai contadini a usura). Di origine ebraiche, si laureò brillantemente a soli 19 anni alla Facoltà di Giurisprudenza dell’Università di Padova.
Giovanissimo, iniziò a collaborare con la rivista tedesca dedicata alla cooperazione fondata dal Raiffeisen, per la quale scrisse articoli e corrispondenze fino al 1888.

Nel 1883, a soli 23 anni, fondò la prima Cassa Rurale italiana a Loreggia, un piccolo comune del Padovano. Nel 1885 il Ministero dell’Agricoltura gli assegnò la medaglia d’argento per la sua opera di fondatore della cassa rurale e promotore del credito agrario. Nel 1888 costituisce la Fondazione regionale che riunisce le 51 casse rurale di ispirazione wollemborghiana.

Il contesto era quello di un mondo contadino fortemente colpito dalla crisi europea dei prezzi dei prodotti agricoli e del conseguente impoverimento ulteriore dei piccoli produttori. Le casse rurali si inserirono quindi come risposta a tale situazione, assieme alle cooperative di consumo, che in tale ambito fornivano beni a prezzi accessibili, limitando le discrepanze tra ricavati dalle vendite e capacità di acquisto. Da allora, grazie alla sua infaticabile opera di diffusione delle idee cooperative e alla sua reputazione in campo nazionale e internazionale, continuarono a sorgere casse rurali e Wollemborg diede impulso alla creazione della Federazione italiana delle casse rurali.

Lo statuto di questo ente riassunse le caratteristiche che le casse rurali dovevano avere:
• essere legate da vincoli di solidarietà personale;
• essere tese a migliorare materialmente e moralmente la condizione dei soci;
• il numero dei soci illimitato (ma compresi in un ambito determinato e circoscritto);
• azioni o quote sociali non previste;
• esclusione di concessioni di credito ai non soci;
• generale gratuità delle cariche sociali, salvo un compenso per ragioniere e segretario;
• ogni provente degli esercizi sociali devoluto al patrimonio proprio e indivisibile dell’istituto.

Wollemborg fu eletto alla Camera come deputato nel 1892 e fino alla prima guerra mondiale, proponendo diverse leggi, per esempio lo smercio del chinino di stato a bassissimo costo contro la malaria. Propose inoltre, senza successo, una riforma dei tributi che aboliva i dazi di consumo e introduceva la progressività delle imposte. Nel 1935, a pochi anni dalla sua morte, gli eredi diedero vita alla Fondazione Leone Wollemborg; la vedova invece, in memoria del marito defunto, fece costruire un asilo infantile intitolato al Wollemborg.

Per Wollemborg la cooperativa è “l’organizzazione spontanea di una pluralità di economie particolari, dominate da un comune bisogno,per esercitare collettivamente ed in modo autonomo la funzione imprenditoriale, che produce le specifiche prestazioni economiche atte a soddisfarlo”.


Tra le sue pubblicazioni:

La definizione della società cooperativa, 1929, pp.14
La prima cassa cooperativa di prestiti secondo il sistema Raiffeisen in Italia,1883, pp.16

Per approfondire:

Scritti e Discorsi di Economia e Finanza, con Prefazione del Prof. Augusto Graziani, 1935
“Sentimento del bene comune”. Scritti e discorsi scelti del fondatore della prima Cassa Rurale italiana (1883-1929), ECRA, Roma, 2013

Per approfondire:
• F. Luzzatto, Economia e finanza nell’opera di Leone Wollemborg, Città di Castello, 1932.
• R. Marconato, La vita e le opere di Leone Wollemborg. Il fondatore delle casse rurali nella realtà dell'Ottocento e del Novecento, Edizioni delle Casse Rurali ed Artigiane, Treviso, 1984.
• R. Marconato, 1896-1996, 100 anni di Cassa rurale a Campodarsego e nell’alta padovana, Banca di Credito Cooperativo dell’Alta Padovana, Padova, 1996
• E. Fucecchi, M. Carminati, Non è la solita storia. Leone Wollemborg e le origini del Credito Cooperativo, ECRA, Roma, 2013
• S. Gatti, Banche con l'anima. Testimonianze sulle banche di Credito Cooperativo da Wollemborg a papa Francesco 1883-2013, ECRA, Roma, 2013

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