Mutualità


L’articolo 2511 del Codice civile stabilisce che “le cooperative sono società a capitale variabile con scopo mutualistico”. Nella relazione ministeriale al Codice Civile la mutualità è così definita: “fornire ai soci beni o servizi o occasioni di lavoro a condizioni più vantaggiose di quelle che otterrebbero dal mercato”.

La mutualità ha le seguenti conseguenze:
• Divieto di distribuzione dei dividendi in misura superiore al tasso dei buoni fruttiferi postali aumentato di 2,5 punti percentuali ragguagliato al capitale versato;
• Divieto di distribuzione delle riserve fra i soci («riserve indisponibili»);
• Versamento del 3% degli utili netti annuali al fondo mutualistico provinciale (nel caso del Trentino) per la promozione e lo sviluppo della cooperazione;
• Devoluzione, in caso di scioglimento della società, dell’intero patrimonio sociale, dedotti soltanto il capitale versato e i dividendi eventualmente maturati – a favore del fondo provinciale.

Secondo Ivano Barberini “la legislazione italiana non definisce, in modo preciso e articolato, che cosa si intende per mutualità: lascia ai cooperatori la sua interpretazione”.

Ivano Barberini precisa: “Se la motivazione base – lo scambio mutualistico – è la stessa per tutte le cooperative indipendentemente dalle loro dimensioni e appartenenza settoriale, diverso è il contenuto dello scambio:
• può essere il lavoro (coop di lavoro),
• la tutela del potere d’acquisto, della salute o del risparmio (coop di utenza),
• il marketing, la trasformazione dei prodotti,
• la fornitura di mezzi di produzione (cooperative di imprenditori)
• un misto nel caso delle cooperative multifunzione o multistakeholder”.

L’economista Paolo Leon (2002) riconosce all’impresa cooperativa il conseguimento di due tipologie di mutualità: “La mutualità interna, nella quale i cooperatori operano a proprio ed esclusivo vantaggio. La mutualità esterna, che spesso nasce da quella interna, per la quale la cooperativa non solo produce per i propri soci ma anche per i cittadini. Essa si sviluppa là dove il pericolo della rendita monopolistica è forte e deboli i benefici del mercato (…) avendo funzione antimonopolistica, la mutualità esterna si trova di fronte i massimi avversari nei gruppi di interesse privati, nelle grandi imprese, nel mondo della finanza di rischio”.

La Carta dei Valori della Cooperazione trentina (2007) ribadisce:



La solidarietà opera affinché il valore della mutualità non si tramuti in privilegio di gruppo, di cui usufruiscano esclusivamente i soci del movimento cooperativo.
La solidarietà vuole invece allargare i benefici mutualistici anche a nuovi soci e imprese cooperative, alla comunità in generale, così da svolgere una funzione di contrappeso rispetto alle disuguaglianze sociali.


Secondo Stefano Zamagni, “il principio mutualistico è una forma particolare del più ampio principio di reciprocità, tipico dell’impresa civile”.

CI STO? AFFARE FATICA!