Urbino Colombini

(1848-1906)
 
 

Nato a Mezzolombardo, studiò a Monaco e Innsbruck e fu poi insegnante a Trento e a Rovereto. Intese la cooperazione, assieme all’istruzione capillare, come possibile soluzione della questione sociale e della diffusa povertà. Fu presidente del Consorzio agrario di Vezzano, uno dei più grandi del Trentino; fu tra i fondatori (1894) della Società Cooperativa per l’acquisto delle scorte agrarie e della Cassa rurale di Cadine.

Professore, amico e sostenitore di don Lorenzo Guetti, fu vicepresidente della Federazione dei Consorzi Cooperativi, adoperandosi per la promozione del movimento cooperativo attraverso il suo organo di stampa, il “Supplemento al bollettino del Consiglio provinciale dell'Agricoltura per la Federazione dei Consorzi Cooperativi", divenuto poi “La Cooperazione trentina”. Si impegnò anche per l'istituzione di corsi per gestori e dipendenti delle famiglie cooperative.

Si ricorda come precursore del SAIT, su esempio inglese; infatti era convinto sostenitore dell'importanza della creazione di un magazzino centrale per i generi alimentari. Colombini era un esponente della corrente neutra, cioè aconfessionale, all'interno della Federazione dei Consorzi Cooperativi, che infatti lascerà a seguito del Congresso di Mori, nel quale prevalse la linea confessionale.

Per Colombini la questione sociale poteva trovare soluzione solamente nella cooperazione, come spiegava durante i corsi rivolti ai cooperatori: "non diminuendo l'avere del ricco, ma aumentando il patrimonio del povero, mirando essa alla giustizia economica, trasformandola da individualistica e capitalista in solidarista. Aiutando il meno abbiente, l'operaio del campo e dell'officina, a procurarsi ciò di cui abbisogna alle migliori condizioni di qualità e prezzo, ed educandolo nello stesso tempo al risparmio, lo si sottrae a tante privazioni, a tanti avvilimenti ".

Alla morte di don Lorenzo Guetti, fu Colombini a sottolineare la responsabilità dei cooperatori del tempo di promuovere e mantenere la memoria del loro maestro e pioniere, indicando nelle parole di Dio, patria, e prossimo i tre capisaldi del campo della mutualità e della Cooperazione.


 

(Nella foto con i segretari contabili delle casse rurali).

 

Per approfondire:

Fabio Giacomoni, Renzo Tommasi, 100 anni di SAIT. Una storia del Trentino. Le radici della cooperazione di consumo trentina: 100 personaggi per 100 anni SAIT, 1999. pp 109-111