don Giovanni Battista Lenzi

(1841-1917)
 
 

Parroco di S. Croce del Bleggio dal 1883 al 1916 e amico di don Lorenzo Guetti. Dal 1888 fu presidente del Consorzio agrario distrettuale attraverso il quale promosse un’azione di distribuzione della farina sotto il prezzo di mercato, primo passo verso un magazzino cooperativo, e la fondazione dell'Ospedale-ricovero di Santa Croce.

La collaborazione tra don Lenzi, don Guetti e il maestro Daniele Speranza fu alla base della nascita della prima cooperativa di smercio e consumo trentina, nata a Villa di Santa Croce nel 1890. Sul sito www.donguettilorenzo.com, curato dallo storico giudicariese Giorgio Corradi, si può approfondire il legame umano e professionale dei due sacerdoti giudicariesi, che tanta parte ebbero nella nascita dell’esperienza cooperativa nelle Giudicarie e di qui in Trentino.

Scrive Corradi: "Tutto ebbe inizio nel 1888 con la presidenza del Consorzio di Santa Croce nelle mani del parroco don Lenzi. In seguito alla gelata del maggio 1887 il Consorzio aveva ottenuto un sussidio di 700 fiorini dall’Eccelsa Giunta Provinciale per i contadini poveri, per “comperare una rispettiva quantità di grano da cedersi agli agricoltori bisognosi a 10 soldi almeno sotto il costo”. In un primo momento questa posizione, sostenuta dal presidente e dal segretario don Guetti, costituiva la minoranza del consiglio mentre la maggioranza si espresse perché “il Consorzio col sussidio elargito comperi tanto grano turco e, […], venga distribuito gratis, a mezzo dei curatori d’anime, agli agricoltori più bisognosi”. La proposta della maggioranza, come spiega don Lorenzo, non fu tuttavia messa in pratica sia per le oggettive difficoltà nell’individuare le persone più bisognose sia perché la stessa Giunta provinciale aveva ordinato di seguire le idee della minoranza su invito della presidenza consorziale. Una nuova istanza della precedente minoranza sostenne l’acquisto cumulativo di farina e “si convenne dai Delegati consorziali che il prezzo della farina fosse minore di 2 soldi il kg, ossia fiorini 2 al quintale sotto il costo posto al ponte delle Arche, affinché i contadini bisognosi prescelti, sentissero un reale vantaggio dall’azione di soccorso intrapresa dal Consorzio”.

L’azione del Consorzio di smercio cumulativo di farina inferiore al prezzo del mercato costituì un successo e fu ripetuta due volte. In seguito tuttavia, il parroco don Lenzi fu costretto a dimettersi dalla carica di presidente del Consorzio il 21 agosto 1888 probabilmente a causa dello scompiglio suscitato dalle proteste dei mercanti di grani e dai mugnai. Il Consorzio decise di continuare le distribuzioni di farina: furono acquistati 300 quintali di farina dati in più riprese a ben 800 famiglie bisognose. Da queste esperienze don Lorenzo ricevette stimoli e conferme sull’importanza di dedicarsi alle realizzazioni cooperative e propose al Consiglio provinciale d’agricoltura di studiare uno statuto semplificato per favorire la nascita nei paesi di Casse rurali sul modello Raiffeisen. Nacque così una fitta collaborazione tra il segretario del Consiglio provinciale d’agricoltura Giovanni de Zotti e don Guetti”.

Durante il primo conflitto mondiale don Lenzi fu tra le decine di sacerdoti arrestati e mandati in esilio in Austria a causa delle sue idee irredentiste. Era il 31 marzo 1916 quando il sacerdote fu arrestato durante una messa e condotto in prigione, prima a Tione e poi a Trento. Venne condannato a due anni di reclusione, da scontare in carcere a Salisburgo. Malato, venne trasferito l’anno successivo all’ospedale di Innsbruck dove morì il 26 ottobre 1917.

La sua salma fu rimpatriata dai parrocchiani il 26 aprile 1919 e ora riposa nel cimitero di S. Croce. Così venne ricordato nelle sue Memorie dal maestro di Comighello Daniele Speranza:

"Don Lenzi, sebbene non sempre corrisposto, fu veramente l'Apostolo che dedicò l'intera sua opera al miglior bene della sua parrocchia. Dice che la mercede egli l'attende più in alto, perché a questo mondo mai mancarono i maligni, come non mancheranno per l'avvenire, del resto sente la consolazione di aver fatto il suo dovere. E difatto quante recriminazioni pella fabbrica dell’Ospitale! Quanti inceppi non si mossero per annientare la sua attuazione? Quanti voltafaccia di persone che avrebbero dovuto sostenerlo in così importante operazione! Egli dice, che volere è potere, per cui non curando gli intoppi e le dicerie ebbe la consolazione di vedere la casa dei poveri aperta (l'Ospitale) compito non solo, ma completato ed assicurata l'esistenza con un buon fondo di dotazione. "

Santa Croce di Bleggio, monumento al prete-patriota don G.B. Lenzi, 1911

Lettera autografa di don Guetti al parroco Giovanni Battista Lenzi riguardante il suo trasferimento da Quadra a Fiavé nel 1893. Fonte


Per approfondire:

• Fabio Giacomoni, Renzo Tommasi, Le radici della cooperazione di consumo in Trentino, 100 personaggi per 100 anni SAIT, SAIT, 1999. pp 183-186
• F. De Concini, In memoria di don G.B. Lenzi : S. Croce, 4-V-1919 / [a cura della Legione trentina], Tipografia Trentina, Trento, 1919.
• L. M. Caldera, Don Giambattista Lenzi parroco del Bleggio (Trento) nel settantennio dalla morte : 26 ottobre 1917-1987, Parrocchia di Santa Croce del Bleggio, 1987.

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