don Celestino Endrici

(1866-1940)
 
 

Nato in Val di Non, fu vescovo e arcivescovo di Trento. Studiò teologia a Roma, dove poté entrare in contatto direttamente con i principi cui si stava accostando la Chiesa cattolica dell’epoca, ovvero quelli relativi alla cosiddetta ‘questione sociale’. Tornato a Trento, quindi, partecipò propositivamente alla nascita e alle attività dell’associazionismo cattolico della provincia; fu infatti promotore della nascita del Comitato diocesano di azione cattolica.

Fu eletto consigliere della Federazione dei consorzi cooperativi e parte della direzione delle Casse rurali. Divenne vescovo di Trento nel 1904, con l’intenzione di proseguire nel miglioramento delle condizioni di vita materiali e spirituali della popolazione, affiancato a livello di coordinamento e organizzazione materiale dal collaboratore Guido de Gentili.

Endrici nell’ accostarsi alla società, sottolineava il bisogno di leggerne gli ambiti (religioso-morale, politico-civile ed economico) con un approccio globale, a tutto tondo. La fede, quindi, era una ‘religione sociale’; volta a portare prosperità terrena (accostandosi al concetto degasperiano di ‘energie sociali del cristianesimo’.) Ciò si collegò, quindi, al sostegno di Endrici alle varie forme di organizzazione cooperativa sul territorio.

Nonostante la sua posizione di mediazione e di attenuazione dei nazionalismi da ambo le parti, durante la Grande Guerra fu costretto ad allontanarsi da Trento, per farvi ritorno a conflitto terminato, contribuendo alla rivitalizzazione dell’associazionismo cattolico e alle opere di ricostruzione. Divenne arcivescovo nel ‘29 fino alla morte nel 1940.


Per approfondire:

G. Zorzi, A. Leonardi, A. Canavero (a cura di), Per il popolo trentino. Protagonisti del movimento cattolico a inizio Novecento, Trento, 2014.

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