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Raiffeisen, il riformatore visionario che fondò le Casse Rurali.

Un convegno e due libri per commemorare il bicentenario dalla nascita. Un ideale ancora attuale.

Trento, 30 novembre 2018 –

La Federazione e la Fondazione don Guetti hanno promosso oggi pomeriggio un convegno che ha approfondito la conoscenza di uno dei padri fondatori del movimento cooperativo in Europa, in particolare nel settore delle cooperative di credito, Friedrich Wilhelm Raiffeisen, nel bicentenario della nascita. Il “modello” raiffeiseniano ispirò direttamente l’azione di don Lorenzo Guetti e degli altri sostenitori dello sviluppo cooperativo trentino. Egli ha dato vita ad un modello di cooperazione che è ancora vivo e presente nel tessuto sociale ed economico dei Paesi in cui è applicato.

 

Oggi al mondo ci sono 2 milioni e mezzo di società cooperative, e 1 miliardo e 200 milioni di soci di cooperative. “Oggi fare banca è molto complesso – ha detto la presidente della Federazione Marina Mattarei nel suo intervento introduttivo – tuttavia le Casse Rurali anche negli anni della crisi hanno fatto supplenza agli altri istituti che avevano chiuso i rubinetti del credito. Il cambiamento in atto è molto sfidante per le Rurali. Sono convinta che se riusciremo a mantenere la barra dritta sui fondamentali, sapremo anche interpretare al meglio questa riforma, che, per quanto necessaria e condivisibile, lascia aperto il grande tema della mutualità, interna ed esterna. Abbiamo davanti a noi una grande responsabilità: quella di mantenere viva una visione, che va oltre l’attività bancaria. Ce lo chiedono le nostre comunità, ce lo chiedono i nostri soci. Un nuovo protagonismo delle Casse Rurali è possibile”.

La nostra Fondazione nei confronti di Raiffeisen – ha affermato Fabio Berasi, presidente della Fondazione don Guetti – ha un grande debito di riconoscenza. Senza la sua ‘invenzione’, la banca senza capitali fondata sulla responsabilità illimitata, la storia di tutto il Tirolo storico e dunque anche del Trentino, sarebbe certamente stata assai diversa. Questo, come sapete, è un anno particolare: ricorre infatti il bicentenario dalla nascita di una delle più importanti e riconosciute figure del mondo tedesco. Egli nasce infatti, al pari di Karl Marx, nel 1818. Vive, per i tempi di allora, una vita lunga ed intensa, che si concluderà nel 1888, dieci anni prima della scomparsa di don Lorenzo (1847-1898). Don Lorenzo Guetti attinge a piene mani e in maniera determinante all’esperienza delle prime cooperative di consumo e soprattutto delle associazioni casse di prestito, quelle che da noi saranno le casse rurali di prestiti e risparmio (la prima del 1892 nasce a Larido, nel Bleggio, dove oggi ha sede la Fondazione), che vengono create per le classi più umili da Raiffeisen nelle campagne della Renania. Senza Raiffeisen dunque non ci sarebbe stato don Guetti; figure come Raiffeisen e don Guetti sono attuali e risulta necessario tenere vive le loro idee, a vantaggio sia del singolo che delle comunità”.

Al convegno ha partecipato anche il presidente della Federazione Raiffeisen di Bolzano Herbert von Leon, che ha portato un indirizzo di saluto. Il prof. Pietro Cafaro, docente all’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, dopo aver analizzato il contesto in cui ha operato Raiffeisen e la difficoltà nel promuovere il suo modello di banca come salvadanaio della comunità, ha affermato che “il tentativo di omologare tutto è sempre dietro l’angolo, ma anche in questo passaggio epocale si aprono nuovi spazi per un modo diverso di fare economia come quello cooperativo”. Don Marcello Farina ha tracciato i profili di Raiffeisen e don Guetti, mettendone in luce anche le differenze. Infine, lo storico Alberto Ianes del Museo storico del Trentino ha presentato due volumi biografici: “Friedrich W. Raiffeisen: cristiano, riformatore, visionario”, autore: Michael Klein dell’Università di Heidelberg (con traduzione italiana a cura della Fondazione e della Federazione), e “L’ideale cooperativo di Friedrich W. Raiffeisen e la sua prima diffusione”, presenti gli autori Marcello Farina e lo storico Renzo Tommasi.

 

 

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